

QUATTRO PASSI PER LE VIE DEI COLORI
*loading*pennellate
Qui lo dico e qui lo nego!
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Vivo A Mezz'Aria
c I rc O
When i do count the clock that tells the time...
E tu hai fame di tempo
Tempo di guarire,
tempo di 'desiderio'
Ed il tuo mondo si muove sotto
Il tuo proprio paesaggio di sogno
Il Senso Della Vita
"Perchè staccato si scrive tutt'insieme e tutt'insieme si scrive staccato?"
LIBRARE la mente
Undici Minuti...Paulo Coelho
CasualMente futurista
Così Parlò Bellavista...Luciano De Crescenzo
Vedere le parole...Vittorio Sgarbi
Frankestein (or the modern prometheus)...Mary Shelley
Doppio Sogno...Arthur Schnitzler
La Tregua...Primo Levi
Chest s' va dicenn!!
metaforicaMente parlando...
Apparizione di un volto e di una fruttiera sulla spiaggia DALì 1938
Silent Nights
Ho sempre creduto che parlare di serenità a Natale fosse rito;è un po’ come succede per tutti i giorni dell’anno che sono dedicati al ricordo di qualcosa, ci si ricorda di quella cosa solo in quel giorno particolare e poi il resto dell’anno zero, paradossalmente si riesce ad ottenere l’effetto contrario: anzicché stimolare la costanza della memoria, la si circoscrive ad una singola giornata che sarà dimenticata per le restanti 364…insomma una frase fatta che poi nessuno sente in maniera particolare.
Ma d’altra parte non può che essere così. E’ assodato che le nostre esperienze, il nostro umore, la nostra vita siano sempre condizionati dall’esterno e, dato questo preambolo, parlare di serenità a Natale è una contraddizione in termini. Per molti lo è già parlarne in senso lato, ma se proprio la vogliamo contestualizzare scegliere il Natale è il peggio che si può. Neppure una calda giornata, la luce del Sole che splende di mattina che riesce a far perfino dimenticare la temperatura facendoti erroneamente dimenticare che questi non sono che i primi giorni d’inverno, mentre l’animo è già proiettato nel pieno della primavera, è riuscita da invito alla tranquillità. Al Vomero sbucavano macchine e gente dovunque, c’era più traffico a piedi che ai semafori,il codice della strada era perfino più rispettato di quello del pedone (e dire questo di Napoli dovrebbe già da se rendere l’idea…), ognuno diventa una mini macchina da guerra all’agguato dell’ultimo pezzo rimasto in vetrina e le file alla FNAC lunghi schieramenti al fronte…e tutto questo pur continuando inesorabilmente ad alimentare un altro luogo comune, che da dove sia mai uscito fuori non si sa, e cioè che a Natale si è tutti, ma proprio tutti più buoni.
La città e ogni singola vita di ogni singolo abitante diventa un metaforico inferno dantesco e mi chiedo se non sia a questo punto un caso che sia stato scelto il rosso come emblema del Natale…
- Dante e Virgilio- Isabel Bishop Sia che fuori ci siano strade e viali enormi deserti, sia che ci sia un brulichio di gente la senzazione che ci pervade è la stessa: caos, malessere, angoscia. Non c’è differenza tra
-I piaceri del poeta- Giorgio De Chirico -Matropolis- George Grosz E allora per festeggiare l’arrivo del nuovo anno….Capodanno in piazza!! -Piazze D'Itlia- De Chirico /bishopunionsquare.jpg)




Così è (se vi pare)
"Per me, io sono colei che mi si crede!"
Il signor Ponza e la signora Frola rappresentano la follia; la follia che il ceto borghese vuole indagare (sono processati in tribunale per definire l'identità di una donna: presunta seconda moglie del primo e figlia della seconda nonchè prima moglie del Ponza). I borghesi vanno alla ricerca della verità altrui, ma la loro?? La ignorano, ignorano come sono.
Chi è il vero pazzo??
"Per me, io sono colei che mi si crede!"




"O vergine, cogli l'attimo che fugge,
Cogli la rosa quand'è il momento,
Chè il tempo, lo sai, vola
E lo stesso fiore che sboccia oggi,
Domani appassirà."

Mancanza di calcio
Qualcuno se sa meno di me.
" La FIFA ha imposto di giocare a porte chiuse a seguito di incidenti non accidenti..."
"Ah e comm s segn ???"
E che accidenti!!

Chella 'a mana è bbona; è 'a valanza ca vò essere accisa!
Quando vai in vacanza, si sa, mangi di più; ma non ti aspetti grandi sorprese al ritorno perché credi che quel di più sia compensato da una maggiore attività fisica e anche sessuale, che sarà per il caldo o per qualche strana molecola che puntualmente compare nell’aria d’estate, che questa di fatto, in vacanza e non, aumenta!
E invece quando torni alla normalità…sorpresa!!?? Almeno due chili in più, se te la sei cavata; allora: o la tua è stata l’unica sessualità a fare da eccezione, perché da sola la composizione dell’aria non può fare miracoli, o forse l’attività fisica è stata di netto inferiore al tempo passato col fondoschiena sul lettino!!! Piangersi addosso adesso non ha senso! Ci vuole un rimedio, per esempio ascoltate il consiglio del più famoso dietologo napoletano!

Nella notte di S.Lorenzo
Non sono superstiziosa, se qualche volta cedo a piccoli riti scaramantici tipo toccare ferro o una grattatina chissà in che zona recondita del mio corpo (che più che recondita è piuttosto evidente), non è perché ci creda realmente cioè che creda abbiano un potere di sacciar via la ciorta, ma per una sorta di “nun se po’ maj sapè”. E allo stesso modo non ho nessun particolare oggetto portafortuna. Spesso ho riso e preso in giro chi credesse nel potere delle stelle cedenti di far avverare desideri.
L’anno scorso per la prima volta nella mia vita, ci sono andata, sono stata ad osservare il cielo stellato e ho vista più di una scia luminosa. Il desiderio che ho espresso si è avverato sul serio. Bhè certo non era uno di quei sogni impossibili tipo essere ultramiliardaria o diventare la più strafiga di Napoli (anche perchè in questo caso più che di un desiderio ci voleva un miracolo), era un sogno, direi comune, non impossibile ma comunque difficile da verificarsi. Si è realizzato. Ed è stato emozionante, soprattutto quando successivamente ho pensato che lo avevo espresso come desiderio e soprattutto considerare il fatto che si è realizzato proprio quando il tempo stava per scadere e cioè prima che si verificasse la possibilità che un altro desiderio potesse essere espresso, prima che ritornasse la notte del 10 agosto.
Quest’anno non ci sono andata, forse perché se ricapitasse potrei cominciare a crederci davvero o forse perché già ci credo. Insomma vorrei che questo episodio rientrasse in quel lungo elenco di fatti che caratterizzano la mia vita e che non possono essere spiegati.


"Siamo esseri minuscoli e sciocchi, le cose che annunci sono troppo profonde e non ci appartengono. Sono fatte per i buoni e per i cattivi, e noi non siamo né uno né l'altro. Che ridiamo o che piangiamo, che agiamo in un modo o in un altro, è per puro capriccio e non per una qualsiasi ragione. E allora come dovrebbe riguardarci tutto questo? La sola cosa che ci tocca è la nostra statura che si rimpicciolisce, i pericoli che ci attendono. La richiesta che ti abbiamo rivolto nasce dalla paura, ed è rimasta senza risposta. L'abbiamo esposta in modo oscuro? La ripeteremo. Dicci predicatore: non c'è spazio per noi nel tuo credo? Nemmeno un angolino per il riso, per le favole liete e il canto, e il battere dei tacchi sull'erba a primavera?"
ogni volta che qualcuno dice di non credere ai folletti ne uccide uno e ogni volta che sogna ne crea uno.

ALLUSIONI OTTICHE PART II
Nell’occhio di Esher
Ultimamente tutto sta succedendo con perfetto tempismo, quel che mi attrae e che vive solo nel mio pensiero si concretizza davvero! Ehehe non è sempre così però… E’ circa un paio di settimane che succede e vale per cose che vedo, che sento; per le persone, per gli incontri che faccio…
Sono andata a vedere la mostra di un artista olandese; consiglierei vivamente a tutti se solo, come mio solito, non mi fossi ridotta agli ultimi giorni per andarci e quindi dato che le mie parole riusciranno di sicuro a trasmettervi un interesse tale da spingervi a farci un pensierino, sacrificate la vostra domenica mattina dormigliona e fate una corsetta verso Castel Sant’ Elmo.
Allora capirete che non posso non dedicare al genio Maurits Esher un posticino sul mio blog (posticino=piccolo post, non cantuccio riservato); trasmette belle emozioni, osservare i suoi quadri è una continua sorpresa e scoperta. Provo grandissima ammirazione per il suo ingegno e la sua fantasia. Unica vena critica : scarso uso del colore! Sicuramente anche questa scelta riconduce a una delle sue prime tendenze: ridurre tutto all’essenziale. Bhè però se vogliamo pensare che i suoi capolavori non sono dipinti ma litografie e xilografie (incisi su pietra o legno e poi inchiostrati) forse si rompeva anche un po’ l’anima di usare tanti colori perché per ciascuno avrebbe dovuto incidere una nuova tavola.
E’ un pensiero libero racchiuso in schemi scientifici, è il paradosso, è gli esatti opposti che convivono e si intercambiano, è ambiguità grafica e semantica.
In Italia : è molto affascinato dai bei paesaggi che riproduce inducendo tranquillità e pace, è il primo posto a dargli merito, qui allestirà le sue prime importanti mostre, e da qui la sua fama si diffonde anche all’estero.
Dall’Italia si sposta, viaggia molto, ritorna in Olanda e per alcuni tempi soggiorna in Belgio e in Svizzera. I paesaggi, la realtà esterna non la trovava stimolante come quella italiana così la sua attenzione si sposta verso la realtà interna.
Uno specchio convesso permette una visione dell’ambiente più completa di uno piano, ma come quest’ultimo in qualsiasi angolazione lo si volti, l’EGO è posto sempre al centro.La geometria ricorre sempre nei suoi lavori, riduce all’essenziale a partire da una rappresentazione elaborata e complessa.
Metamorfosi II (è lungo un paio di metri ed è da guardare in maniera consecutiva) la parola metamorphose è geometricamente regolare, descrive quadrati che si fanno più piccoli sempre regolari…
…per poi perdere il loro rigore geometrico; si originano nuove forme, nuovi esseri viventi…
….che ritornano a trasformarsi in figure regolari : rombi, come un nido di ape, api che sono prima larve e poi crescono ma in quanto loro caratteristica subito muoiono…
...vita che si converte in altre forme di vita pesci e uccelli, complementari, ciascuno compone la sagoma dell’altro… ….tanti esseri viventi, ben tre specie diverse di uccelli, sono ricondotti nuovamente alla geometria, stavolta tridimensionale che è metamorfosata in un paesaggio costiero…
…e il paesaggio è ancora scacchiera con un elemento in comune: la torre…
…la scacchiera ha quadrati bianchi e neri, la fine ripropone l’inizio del quadro.
compenetrarsi tra le forme di vita i pesci li immaginiamo sempre in acqua e gli uccelli in aria, ciascuno, formando rispettivamente aria e acqua da senso all’altro.
Ritorno in Olanda:
Rettili
non c’è limite tra realtà e rappresentazione : tre specie di rettili convivono, uno stanco della staticità si rende vitale, fuoriesce dal piano e dall’immobilità per vivere.
le prospettive sono invertite : le finestre in alto danno verso il basso (si vede la superficie di un pianeta) quelle in basso danno verso l’alto (si vede l’universo), solo quelle centrali la rispettano (si vede l’orizzonte tra pianeta e universo).
scorrendo con lo sguardo il quadro lungo la sua altezza, scorre in altezza anche la realtà rappresentata (la stessa). in alto a destra due sagome sono rivolte verso la stessa direzione ma vanno, allo stesso tempo in due direzioni opposte: l’uno sale l’altro scende. I due vivono in mondi diversi, non potranno mai incontrarsi.

Allusioni ottiche

Quando il nero su bianco crea più confusione delle sfumature..

" Convinciamoci che siamo dei cadaveri che camminano "
Paolo Borsellino
